LA PROCEDURA AMMINISTRATIVA DI
RIASSEGNAZIONE DEI NOMI A DOMINIO
di Avv. Stefano Cerutti


1) Cosa è la procedura amministrativa di riassegnazione dei nomi a dominio.
La procedura amministrativa di riassegnazione dei nomi a dominio è quella procedura che permette, a chi lamenta l'altrui illegittima registrazione di un nome a dominio a proprio danno, di ottenere un provvedimento di trasferimento a proprio favore del nome a dominio stesso.
Tale procedura, ispirata all'analoga procedura adottata dall'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers), è stata introdotta dalla Naming Authority Italiana in data 28/7/2000 .
La procedura amministrativa di riassegnazione, che d'ora in poi chiameremo per brevità MAP (Mandatory Administrative Proceeding) così come è denominata nella UDPR-Policy ematata dall'ICANN, ha carattere amministrativo e, quindi, non giurisdizionale, e può essere attivata esclusivamente qualora ricorrano i tassativi casi indicati dalla lettera a), b) e c) dell'art. 16.6 delle Regole di Naming.
Trattasi, dunque, di una proceduraesperibile in casi assai ridotti e limitati ma che, ove trova applicazione, presenta indubbi vantaggi in termini di costi e tempo.

2) Vantaggi della procedura.
I vantaggi principali della MAP consistono nella possibilità di ottenere un provvedimento di trasferimento di un nome a dominio con costi e tempi assai contenuti.
In luogo, infatti, dei più costosi giudizi ordinari od arbitrali, l'art. 16.12 stabilisce che il costo della procedura non possa avere un costo inferiore a 400 Euro.
Malgrado la Naming Authority abbia stabilito solo il costo minimo della procedura, c'è da sottolinere come gli enti conduttori autorizzati dalla NA alla gestione di tali procedure hanno adottato tariffari che non si discostano di molto da tale importo minimo di modo che la MAP potrà concludersi con costi assai convenuienti per l'istante.
Va altresì sottolineato come detto costo sia comunque ad esclusivo carico dell'istante indipendentemente dall'esito delal procedura stessa (non è appllicato dunque il principio della soccombenza).
Per quanto concerne i tempi per ottenere la decisione, l'art.16 e segg. delle Regole di Naming hanno previsto termini incalzanti che dovrebbero portare alla decione entro 60 giorni circa dalla presentazione del reclamo.
Per quanto concerne l'efficacia della MAP, ribadito che essa ha mero carattere amministrativo e non giurisdizionale, e che dunque può essere posta nel nulla "tamquam non esset" da una successiva decisione giurisdizionale, non vi è dubbio che l'ottenimento di un provvedimento di trasferimento del nome a dominio sia un indubbio vantaggio per il reclamante.
Ottenuto, infatti, il trasferimento del nome a dominio, il precedente assegnatario, per vedersi riassegnato il nome a dominio contestato, dovrà attivare un procedimento ordinario od arbitrale; nel far ciò egli dovrà dare compiuta prova del proprio titolo all'assegnazione del nome a dominio pena l'ulteriore soccombenza nel nuovo giudizio.
Di fatto, dunque, tale procedura si rivelerà assai efficace nelle ipotesi di "domain grabbing"ossia in tutte quelle fattispecie in cui l'effettivo assegnatario di un nome a dominio non abbia alcun titolo sullo stesso ma abbia proceduto alla registrazione al solo fine di trarre illecito profitto dalla cessione dello stesso all'effettivo titolare del corrispndente marchio.

3) Limiti della procedura
Il limite principale della MAP è quello di aver per oggetto esclusivamente nomi a dominio registrati sotto il TLD ".it" con conseguente esclusione di tutti gli altri domini registrati sotto diversi TLD.
La procedura, inoltre, può essere attivata esclusivamente quando l'istante lamenti che:
- il nome a dominio contestato è identico o tale da indurre confusione rispetto ad un marchio su cui egli vanti diritti o al proprio nome e cognome;
- l'attuale assegnatario non abbia alcun diritto o titolo in relazione al nome a dominio contestato;
- che il nome a dominio sia stato registrato e venga usato in mala fede.
Tutte le diverse fattispecie, dunque, non potranno trovare tutela a mezzo della MAP la quale, ripetiamo, potrà trovare applicazione solo nell'ipotesi che sussistano tutti e tre i sopra indicati requisiti e potrà concludersi esclusivamente con un provvedimento di rigetto del ricorso o di riassegnazione e trasferimento del nome a dominio contestato.
Ulteriore e rilevante limite di efficacia della Map consiste nella possibilità offerta alle parti di attivare, durante la pendenza della procedura amminitrativa, un oridnario giudizio di congnizione ovvero un giudizio arbitrale in merito alla titolarità del dominio contestato. In tale ipotesi la MAP si estinguerà automaticamente.
Del pari la procedura stessa non potrà neppure essere attivata se sia già pendente giudizio ordinario od arbitrale sullo stesso nome a dominio.

4) Esame delle decisiono adottate dagli enti conduttori.
Premesso che gli enti conduttori sono i soggetti che, previa autorizzazione della Naming Authority, sono deputati alla decisione delle procedure amministratice di riassegnazione, al momento della redazione di tale articolo risultano attivate una decina di procedure di riassegnazione di cui quattro sono giunte a conclusione.
Tutte e quattro si sono concluse con l'accolgimento del reclamo e con il conseguente provvedimento di trasferimento del nome a dominio contestato a favore del reclamante.
Tutte e quattro, per altro, si sono svolte nella "contumacia" dei resistenti di modo che, allo stato, non è possibile analizzare quali siano state le difese e le eccezioni mosse per respingere la domanda di trasferimento del nome a dominio.


Avv. Stefano Cerutti
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